Leggere ad alta voce, sì grazie!

Grandi storie scritte da grandi autori aprono ogni numero de La Giostra, offrendo alla lettura parole e immagini…
Tra gli autori Janna Carioli, Luigi Dal Cin, Mela Cecchi, Roberto Piumini.

Pino Boero

Chiara Spugnesi intervista Pino Boero, professore ordinario di Letteratura per l'infanzia all’Università di Genova. 

Che importanza hanno le storie nella vita di un bambino? Quando si può cominciare a leggergliele? 

Ritengo che un mondo senza storie sia un mondo povero perché, al di là delle scommesse tecnologiche, la parola e la voce rimangono veicolo fondamentale di rapporto e di conoscenza. Il bambino ha bisogno di storie fin dalla primissima età e non importano tanto i contenuti o i generi (fiabe ricordate dai genitori, fiabe lette guardando le figure o inventate di sana pianta) quanto il fatto che nel momento del racconto l'adulto dimostra al bambino di essere con lui, di credere al magico "c'era una volta", di condividere le storie come momento ludico e formativo.

Ad un genitore che si scopre lettore per il suo bambino quali consigli possiamo dare perché il momento della lettura della storia diventi un’abitudine, bella e significativa per entrambi?

Direi che un genitore deve scoprire in sé il piacere del racconto non considerandolo un obbligo didattico, ma un momento di condivisione di uno spazio fantastico e liberatorio: Gianni Rodari sosteneva che l'adulto maturo deve conservare un orecchio acerbo utile per capire quello che i bambini ci dicono e che troppo spesso noi "grandi" non stiamo a sentire o - peggio - non riusciamo a capire. Il momento del racconto porta adulti e bambini sullo stesso piano di sospensione del tempo e dello spazio, rende complici in un'avventura che allarga i limitati orizzonti del vivere quotidiano.

Che ruolo hanno le figure nel racconto di una storia? Quali suggerimenti per guardarle e apprezzarle insieme?

Le figure hanno - soprattutto per quanto riguarda la prima infanzia - un ruolo essenziale non tanto perché accompagnano il fatto narrativo (un genitore che racconta non ha bisogno che dello "strumento voce") quanto perché "guardare le figure" è operazione straordinaria e complessa che i bambini compiono nella totale inconsapevolezza degli adulti. Guardare, dunque, insieme immagini fisse o in movimento senza prevaricare e voler spiegare, ma semplicemente accompagnando il bambino nel suo viaggio attraverso le immagini, è operazione utile, corretta e sicuramente produttiva dal punto di vista formativo.  

CONSIGLI PER L’USO

(Anna Peiretti)

  • Non bisogna certo essere attori… la lettura ad alta voce migliora moltissimo con la pratica, richiede solo sensibilità.
  • Leggete lentamente rispettando il ritmo del testo, le pause: il  bambino deve avere il tempo di formare dentro di sé immagini mentali.
  • Leggete con partecipazione, anticipando con gesti e sguardi ciò che sta per accadere. Cambiate le voci dei personaggi, mimate i loro gesti. Manifestare le vostre emozioni con tutto il corpo e il bambino coglierà nell’ascolto anche un pezzetto di ciò che voi siete…
  • Leggete con entusiasmo e il bambino vivrà l’ascolto come un momento di piacere.
  • La lettura non sia mai un obbligo, ma un gioco; rispettate i tempi e i desideri del bambino. Create un ambiente adatto: sedetevi vicini, su un tappeto.
  • La Grande Storia è un’occasione per interagire con il bambino; mentre leggete guardate insieme le figure, indicategli i personaggi e gli oggetti, ponetegli poi delle domande. Giudicate insieme i personaggi e le loro azioni; immaginate magari un finale diverso…
  • Rileggete al bambino, a distanza di tempo, la Grande Storia  che lo ha colpito di più. 
La grande storia